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Messaggio del Sindaco dell'Aquila

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IL MESSAGGIO DEL SINDACO DELL'AQUILA ALLA CITTA'

PER LA 717^ EDIZIONE DELLA PERDONANZA CELESTINIANA

 

Sta per avere inizio la 717esima edizione della Perdonanza Celestiniana, la principale manifestazione del calendario aquilano. Nel 1294 appunto, nella splendida basilica di Santa Maria di Collemaggio, si tenne l’incoronazione a Pontefice dell’umile eremita Pietro da Morrone, che assunse il nome di Celestino V. In quell’occasione, quale dono agli aquilani e all’intera comunità dei fedeli, il Papa Santo promulgò la Bolla del Perdono, istituendo di fatto il primo Giubileo della storia.
Il documento concedeva l’indulgenza plenaria da tutti i peccati a quanti, “sinceramente pentiti e confessati”, avessero visitato la basilica di Collemaggio, tra i vespri del 28 e i vespri del 29 agosto. Un evento che la città celebra attraverso la Perdonanza Celestiniana, manifestazione che, negli anni, ha visto la presenza di figure quali Madre Teresa di Calcutta, il Dalai Lama ed Ela Gandhi, nipote ed erede spirituale del mahatma. Dopo i clamori seguiti alle edizioni immediatamente precedenti al mio insediamento ho voluto, a partire dal 2007, riportare la Perdonanza ai valori di una spiritualità profonda, anche laica, quale momento di riflessione e di raccoglimento. Nell’estate del 2009 la città dell’Aquila, con ancora evidenti le ferite del terremoto, la popolazione dispersa e nel cuore il lutto incancellabile per le vittime, volle tornare a celebrare l’evento celestiniano, come segnale di continuità e ideale compendio di valori intorno ai quali ritrovarsi come comunità. Un’edizione, quella del 2009, ridotta nei tempi e nella forma, lontana dai fasti del passato, eppure sentita e partecipata con raccoglimento e commozione da una cittadinanza che voleva ribadire e ritrovare la propria identità, individuale e collettiva, e al contempo cercare nella fierezza e nella consapevolezza del proprio passato la spinta per credere nuovamente nel futuro. C’erano lacrime, in quell’edizione del corteo storico, sia tra noi che sfilavamo attraverso la città ferita sia tra il pubblico assiepato ai lati del percorso. Ricordo che mi accompagnava la dolorosa consapevolezza dell’assenza di 309 concittadini. La devastazione del centro storico ha costretto, ancora lo scorso anno, a ridurre il percorso del corteo storico e a contrarre i tempi della manifestazione. Eppure la partecipazione è stata enorme e ha visto l’apporto significativo di artisti come Fiorella Mannoia, che ha voluto regalare un concerto alla città ferita e collaborare alla sua ricostruzione attraverso la generosa donazione di cui si è fatta promotrice insieme con altre artiste per il recupero della scuola De Amicis.
In questa edizione, la terza dopo il sisma, la Perdonanza torna a occupare la settimana che va dal 23 al 29 agosto. Soprattutto, e questa è la novità che mi commuove, la cerimonia di apertura con l’accensione del Tripode tornerà a svolgersi in piazza Palazzo, ai piedi di quella che storicamente era la sede del Comune, il cuore della Municipalità e il forziere che, nella trecentesca Torre Civica, il cui orologio ha scandito per secoli il tempo della città, custodiva la Bolla del Perdono. Palazzo Margherita, emblema della storia centenaria del capoluogo d’Abruzzo, è oggi gravemente compromesso dal sisma. Proprio per l’alto valore simbolico ho dedicato impegno e lavoro per la sua ricostruzione. Siamo riusciti a reperire un finanziamento privato che, unito allo stanziamento pubblico, consentirà di avviare i lavori. La sera del 23 agosto, all’accensione del Tripode, guarderò pertanto quel palazzo, ancora una volta, come simbolo dell’enormità della nostra catastrofe e, allo stesso tempo, della volontà di rinascere. Il significato più vero, importante e profondo della Perdonanza sta proprio in questo, nel rappresentare la forza e la dignità di una popolazione che ha non voluto arrendersi, trovando nell’orgoglio del passato la spinta per il proprio futuro.

Massimo Cialente

Sindaco dell'Aquila

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