Comune dell'Aquila

Messaggio dell'Arcivescovo dell'Aquila

Pattern sfondo titoli
Canale
Stemma Comune di L\'Aquila
Ti trovi in: Home » Citta' » La Perdonanza Celestiniana » Anno 2015 - 721° edizione » Messaggio dell'Arcivescovo dell'Aquila

Pagine correlate

Galleria immagini

"Roma incontra L'Aquila" (27 agosto)
26 agosto
26 agosto
26 agosto
Il Piano per le emergenze
URP telematico
Anagrafe on line
Come fare per
Banca dati emergenza
WEBMAIL INTERNA
Sito Accessibile
stazione appalti
Sistema Informativo Territoriale
SPORTELLO TELEMATICO SUAP
Le News del Quotidiano della P.A.

Stemma Curia

PERDONANZA E GIUBILEO, EVENTI DI MISERICORDIAMESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO DELL'AQUILA, MONSIGNOR GIUSEPPE PETROCCHI, PER LA PERDONANZA 2015
Monsignor Petrocchi

Quest’anno la celebrazione della Perdonanza assume un valore speciale: precede, infatti, di pochi mesi l’apertura del Giubileo della Misericordia. Entrambi gli eventi ecclesiali sono centrati sull’esperienza evangelica del Perdono: ricevuto, vissuto e dato. Siamo invitati da Celestino V e da Papa Francesco, profondamente uniti nella Comunione dei Santi, a riscoprire con moltiplicata intensità e profonda commozione, il Volto benevolo del Padre, che nella Pasqua di Gesù e nel dono lo Spirito, vince il nostro peccato e ci rende creature nuove: infatti, «tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione». (MV, n. 8).
La grazia del Giubileo non va scambiata per semplice amnistia etica o condono morale: essa, infatti, esige - insieme alla indulgenza accolta - l’impegno fattivo per la conversione. Non basta, infatti, attingere la grazia che cancella le lacerazioni causate dal peccato, occorre anche avviare, nella nostra esistenza, i cambiamenti che Dio vuole.
Per spiegarmi meglio, vorrei servirmi di un esempio. Nel nostro organismo - come è noto - si infiltrano agenti morbosi, come virus e batteri, che possono provocare infezioni, spesso contagiose. Per questo il nostro corpo si è dotato di apparati protettivi, capaci di individuare e neutralizzare i microrganismi nocivi. Proprio perché disponiamo di efficienti difese immunitarie, in grado di eliminare questi fattori patogeni, possiamo godere di una buona salute, che ci consente di compiere azioni energiche e gesti costruttivi. Se i nostri anticorpi fallissero in questa opera di contrasto “biologico”, i germi, lasciati liberi di agire, provocherebbero malattie dannose, per noi e per gli altri.
Anche il nostro organismo spirituale è esposto ad attacchi di “tossine” culturali e stili comportamentali sbagliati, che tendono ad inquinarlo e a farlo deperire. L’esercizio quotidiano - e a volte eroico - della misericordia costituisce un potente filtro spirituale e un forte antitodo sociale, che disinnesca le reazioni malate della nostra psiche; inoltre esplica un effetto “ricostituente” sulla vita dell’anima e della comunità. Insomma, saper perdonare ci fa stare meglio dentro e ci aiuta a comportarci in modo saggio nei confronti degli altri.
Sviluppando questa linea di pensiero, vanno evidenziate alcune dinamiche dell’anti-perdono, che frequentemente attraversano il nostro mondo interiore. Tra queste, risultano molto pericolose - per la nostra “igiene mentale e morale” - le irruzioni di emozioni negative, come il rancore e la rabbia, che, simili a torrenti in piena, possono provocare dentro di noi “alluvioni” psicologiche e relazionali. Infatti, tali flussi affettivi - caratterizzati da violenza e da un alto tasso di corrosività - tendono ad annebbiare la nostra capacità di giudizio (rendendola opaca, tendenziosa e distorsiva) e ci spingono ad assumere atteggiamenti errati, da cui derivano azioni distruttive: come, per esempio, le valutazioni sommarie e stroncanti, l’aggressività graffiante, la voglia di vendetta e di rappresaglia, l’inimicizia implacabile, la polemica screditante. Anche nella nostra anima, perciò, si determinano scene simili a quelle (molto tristi e ricorrenti nei mass media) di frane e straripamenti, dovuti a precipitazioni molto intense, che lasciano - negli ambienti colpiti - fango, detriti e macerie. Va pure sottolineato che si rivelano altrettanto devastanti i sentimenti di segno opposto, come l’autocommiserazione indolente, la passività avvilita, la critica pretestuosa e pretenziosa, l’atteggiamento di resa o di sterile denuncia. Solo l’Amore-che-perdona costruisce argini robusti e attiva forze in grado di sventare questi eventi drammatici: dentro e fuori di noi.
Ecco perché perdonare è vantaggioso, anzitutto per chi perdona. Infatti, il peccato provoca divisioni e malessere (nel rapporto con Dio, con se stessi e con gli altri): solo il bene, che risponde al progetto di Dio, ci fa crescere - personalmente e insieme - come corpo ben compaginato e connesso, che edifica se stesso nella carità (cfr. Ef 4,15-16).
Vanno meditate le parole appassionate che Papa Francesco scrive nella Misericordiae Vultus: «Come sembra difficile tante volte perdonare! Eppure, il perdono è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore. Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici. Accogliamo quindi l’esortazione dell’apostolo: “ Non tramonti il sole sopra la vostra ira ”(Ef 4,26)» (n. 9)
In questa “edizione” della Perdonanza, ci è dato un “motivo aggiunto” di gioia: infatti avremo tra noi la presenza del card. Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero. E’ il nipote del compianto Mons. Costantino Stella, che per 23 anni è stato Arcivescovo della Chiesa Aquilana: per questo, conosce bene la nostra Città e la Sua gente. Alcuni Presbiteri anziani Lo ricordano, giovane sacerdote, venire da Roma con la motocicletta, per rendere visita allo Zio. Ho avuto modo di incontrare a Roma il Cardinale Stella, e sono rimasto conquistato dalla Sua affabilità coinvolgente e dalla paterna cordialità. Si comprende subito che non si tratta solo di “cortesia” istituzionale, ma di carità convinta e delicata, attenta ad ogni persona con cui entra in relazione. Ho notato, con gradita sorpresa, che mantiene una memoria nitida del suo “periodo aquilano” e custodisce un vincolo profondo, di mente e di cuore, con la nostra Diocesi. Proprio per questo, ho avvertito vibrare la Sua anima quando evocava luoghi e ricordi - legati alla nostra Città - che hanno lasciato un segno indelebile nella Sua storia.
Maria, Madre della Misericordia, ci accompagni in questo “santo viaggio” che, passando attraverso la Perdonanza, ci consentirà di entrare, più speditamente e con animo lieto, nella Porta del Giubileo. Sia Lei la nostra Maestra e il sicuro Modello per apprendere l’arte del perdono: solo così, avanzando in questa fondamentale virtù cristiana, avremo sempre la letizia e la pace, che Gesù ha promesso a coloro che ascoltano la Sua Parola e la mettono in pratica (cfr. Lc 11,28).

+ Giuseppe Petrocchi
Arcivescovo Metropolita

 

L'omelia pronunciata durante la cerimonia religiosa di chiusura della Porta Santa

Condividi questo contenuto

Comune di L’Aquila - Via San Bernardino - Palazzo Fibbioni - 67100 L’Aquila - Telefono +39.0862.6451
Posta Elettronica Certificata: protocollo@comune.laquila.postecert.it
Partita iva: 00082410663 - Codice fiscale 80002270660
Responsabile del Procedimento di Pubblicazione
Il portale del Comune di L’Aquila è un progetto realizzato da Internet Soluzioni con la piattaforma ISWEB - Content Management Framework

- Inizio della pagina -
Il progetto Comune dell'Aquila è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it